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| Intervista a Remigio Talpo |
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REMIGIO TALPO INTERVISTATO DA FRANCESCO PALOMBARINI D.Buongiorno Remigio. Come stai?
R. Benone come sempre. E' un po' che non ci si sentiva. Avete qualche puledro da portare in pista? D. No ti chiamavo perchè abbiamo deciso di fare il sito dell'allevamento Lolita e non poteva mancare una tua intervista R. Lo credo bene. Dopo tutti quegli anni...... D.Ricordiamoli. Come hai conosciuto l'allevamento Lolita? R. A dir la verità io ho contribuito alla sua nascita. Tutto è cominciato grazie ad un amico comune, Justo Bonetto. Justo l'ho conosciuto come giornalista e appassionato di cavalli e in piccola parte anche come appassionato della guida. Guidava, appunto, tra i giornalisti e tutti lo notavano: da quanto era alto(era uno dei migliori giocatori di pallacanestro in Italia, ndr) sembrava potesse tranquillamente dare da mangiare alla cavalla finchè guidava. D. E fu Bonetto a farti conoscere i futuri soci lolita? R. Non solo Misuraca e i Palombarini ma un esercito di persone che decisero di fare una società(le Ombre Rosse, ndr) per acquistare una cavalla in corsa. D.Non mi par di ricordare che fosse l'unico scopo della società. Giusto? R. Anzi era solo una scusa. In realtà tutto era pensato con la finalità di organizzare delle gran mangiate e far un po' di festa in compagnia qualche domenica. Credo che nessuno sappia dire quanta gente realmente partecipava.Se dico che ad un certo punto erano in più di cinquanta non credo di essermi sbilanciato più di tanto. D. E arrivò la prima cavalla? R. L'unica cosa certa è che si cercasse una femmina. Evidentemente l'idea dell'allevamento già serpeggiava. Poi si cercava qualcosa che avesse buon sangue e che potesse far bene. Il tutto spendendo poco. Un'impresa che richiedeva tempo e...cibo. D. E come andò? R. Tra uno stinco di Maiale, un piatto di tortellini e uno di fagioli e cipolle alla fine si decise di puntare su una cavalla americana che già da un po' di anni frequentava le piste italiane. Era Bubblemint(da Dublemint e Armbro Urraca, ndr) cavalla che era arrivata da giovanissima in Italia sotto gli ordini della famiglia Guzzinati e che dopo un po' di traversie era finita da Mario Rivara. D. E come andò l'acquisto? R. Ancora ricordo. Tutti all'Arcoveggio. Lei con il numero uno. Acquisto già avvenuto. Rottura al via e buon inseguimento. Tutti ugualmente felici. D. Lo spirito Giusto per avere una cavalla in corsa? R. Spirito che fu messo veramente alla prova. Ci ho messo un bel po' a rimettere dritta la cavalla. Continuava a rompere o a non far la retta. Poi però i problemi furono risolti e vennero le prime vere soddisfazioni. D. Le vittorie che fanno sognare. R. La prima vittoria fu in una corsa a nastri. Al comando e via. In retta d'arrivo a centro pista arrivò lo stakanovista Binario a farci paura ma ci salvammo di mezza lunghezza. A quel punto tutta la scuderia entrò in pista. Sembrava di aver vinto un gran premio. Un curiosità: nella foto di gruppo compare il lad della cavalla, un giovanissimo Massimo Compagno, ora agli onori delle cronache nazionali in veste di allevatore, proprietario, preparatore e guidatore di Lesson Mast, recorder europeo dei due anni debuttanti, con 1.14.5. D. E poi? R.Poi arrivarono altre vittorie e altri cavalli. In particolare ci terrei a ricordare Nahe. Sono due linee materne che poi sono diventate linee base nell'allevamento Lolita. D. Ma forse anche qualche sconfitta R. In effetti fare il proprietario di cavalli in corsa è dispendioso e servono soldi e passione. Alcuni si stufarono e lo zoccolo duro formato da un pugno di soci decise che era giunto il momento di far nascere l'allevamento. D. Cosa pensò in quel momento? R. Avevo sempre la possibilità di dire quello che pensavo. Le cene non mancavano mai così come i momenti d'incontro in cui scambiarsi idee. Io ovviamente puntavo più sulla pista ma mi rendevo contoche avevo davanti a me persone appassionate e competenti che avrebbero potuto esprimersi molto meglio nell'allevamento D. E oggi, dopo tanti anni, cosa pensa? R. Che avevo ragione. Credo che gli ottimi risultati ottenuti da questa società con i pochi mezzi che ha avuto a disposizione sia solo frutto della competenza. Riuscire ad allevare vincitori classici e a selezionare fattrici di tale qualità senza poter disporre di patrimoni particolari deve essere preso ad esempio da molti D. Giusto per concludere. Consigli? R.Non hanno bisogno di consigli. Anzi sì. Che gli tornasse un po' la voglia di portare un cavallo in pista e che lo dessero al migliore preparatore. D. A Dubois? R.Forse è meglio che rimangano solo allevatori |
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