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Intervista a Giancarlo Baldi

GIANCARLO BALDI INTERVISTATO DA FRANCESCO PALOMBARINI


D. Complimenti Giancarlo. Sono stato al Breda tre giorni fa e le ho visto fare  un doppio di vittorie, il giorno dopo ha vinto a Milano e ieri ha portato al successo una figlia di due anni di Fiaccola Effe
R. Grazie
D. Ma Fiaccola Effe non le dice nulla?
R. Come no, mi ricorda il fratello Newthing, uno dei migliori cavalli che abbia mai avuto.  Oltretutto questa puledra, che ha come papà Varenne, mi sembra abbia il motore di Newthing. Anzi lo spero.
D. Cavalli di queste dimensioni e con questa forza si vedono raramente.
R. Io ne ho parecchi a dir la verità.
D. Qual è il segreto?
R. Io credo che il segreto sia nella doma e nella scelta da subito la ferratura giusta. Ci vuole tanta esperienza nel riuscire a mettere sin dai primi passi il puledro nella camminata giusta, con un trotto corretto. Poi l'aumento di muscolatura e quindi l'aumento della forza  sarà solo un vantaggio. Fiaccola Effe ha già avuto dei figli ma questa è la prima che viene sotto le mie mani.
D. Però mi sembra più prematura di Newthing.
R. Sì, Newthing era un tardivo. E' venuto forte a quattro anni, quando vinse la sua prima classica a Cesena. Poi è migliorato fino a diventare un grande campione
D. Il suo ricordo più bello?
R. Rimane una vittoria a Cesena nel Riccardo Grassi. Tutta la corsa in fondo al gruppo senza trovare la possibilità di correre. Poi un varco a metà dell'ultima curva su cui mi sono buttato. In retta d'arrivo l'ho messo allo steccato opposto e mi è decollato andando a vincere recuperando almeno venti metri negli ultimi cento.
D. Era un cavallo complicato?
R. Più che complicato non era per tutti. Alla fine l'ho voluto guidare sempre io perchè credo che l'esperienza in questi casi giochi un ruolo fondamentale. Con me diventava docile. D'altronde molti sostengono che anche Barbablù fosse un cavallo complicato ma qualcosa c'ho vinto.
D. Noi conserviamo quella linea materna nel nostro allevamento. L'altro giorno a Palermo ha vinto un altro puledro di due anni, anche lui nipote di Lolita. Ci crediamo molto
R. E fate bene. Ripeto l'importante è che vadano a finire in mani giuste. Se si sbaglia all'inizio con questi soggetti è ben difficile recuperare.
D. E comunque alla base c'è tanto lavoro. Vero?
R. Ascolta io ancor oggi mi sveglio alle 4 e mezzo del mattino per andare a lavorare i cavalli e ogni volta che c'è l'occasione giro l'Italia per andare a guidare. E mi fa ancora piacere ricevere i complimenti di uno come Baroncini, dopo aver vinto una corsa a San Siro, anche se in ultima categoria. Ogni tanto,però, mi arrabbio .
D. E perchè?
R. La gioia sono i cavalli, senza di loro sarebbe da mandarli tutti a quel paese. Ancor oggi i pagamenti arrivano tardi. Noi dobbiamo ancora incassare i premi vinti nel mese di maggio. Già le entrate non sono certe, ci sono periodi buoni e altri meno, se poi le mandano quando vogliono... Per fortuna poi torno al mio lavoro e ai miei cavalli e non ci penso più
D. E' dunque  la passione che porta avanti questo tipo di attività
R. Assolutamente sì. La stessa che credo abbia portato la Lolita a proseguire. Adesso so che state facendo il sito.
D. Sito che apriremo con questa intervista
R. Allora aggiungi i miei complimenti all'allevamento Lolita. E poi adesso che so che avete ancora mamme di quella linea non vi perdo più di vista.
 
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