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Lando Correvo Stampa E-mail
 
Il mondo delle corse dei cavalli, così come gli altri sport, e in fondo, più in generale, la vita, è fatto di storie, vicende, corsi e ricorsi. Lando Correvo, prodotto nato nel 2005 dall’allevamento Lolita, rappresenta, nel suo piccolo, una bellissima storia del trotto italiano.
 Da dove cominciamo ?
Ah, beh, sì, ovviamente da Lolita.
 Lolita è la nonna di Lando Correvo.
Anzi no, cominciamo da lui, da Lando, dal puledrino venduto all’inizio del 2007 alla Scuderia Bellosguardo (quella di Gloria Gainor, per intenderci): in oltre 20 corse, a parte una rottura per danneggiamento, 100% di risultati utili tra vittorie e piazzamenti, con oltre 100.000 euro di somme vinte in meno di un anno di attività agonistica.. Non male.
Ma torniamo a Lolita, o meglio, alla sua figlia Ruby my dear, che vide la luce proprio quando la madre, la capostipite, morì per una improvvisa malattia.
Ruby rimase sola, appena nata, e fu allattata artificialmente, con degli enormi biberon.
Poi provò a correre, ma aveva qualche problemino di andatura, e quindi si decise da parte dei soci di destinarla alla riproduzione. Subito Ruby si contraddistinse con Vashkar, un cavallone che fino a fine carriera sapeva viaggiare da 1.14.
Poi più nulla fino a che alcuni soci, in particolare due dei tre Alberti della società, riuscirono a convincere il resto della compagine ad investire su questa ultima figlia di Lolita, “concedendole” uno stallone americano di grido, Toss Out: e così è arrivato un bel puledrino dal manto chiaro.
 Ed è stato proprio lo “Zio” a volere un nome così originale (Lando Correvo pronunciato tante volte di seguito suona “corre volando”), ma che in realtà, così come la genealogia del cavallo, guarda assai indietro, di circa 20 anni.
E infatti il primo figlio nato alla società dalla fattrice Lolita (un maschio da Caldesi) dovendo essere chiamato con un nome che iniziasse per “L”, fu chiamato Lupo del Bosco, accantonando la proposta di una giovane fan della scuderia, che per l’appunto aveva proposto il originale (e simpatico) Lando Correvo.
A venti anni di distanza lo “Zio” si è ricordato di quell’episodio, e, a voler maggiormente sottolineare il legame (affettivo e tecnico) tra il nuovo arrivato e la madre base Lolita, finalmente impose il nome che da tanto attendeva di essere utilizzato, nella maniera adeguata si intende.
E visto che la storia di Lando è fatta di tanti richiami e simpatiche nostalgie, quasi per magia questa vicenda ha coinvolto anche i suoi guidatori. E’ necessaria a questo punto una premessa. L’interesse per la fattrice Lolita era nato seguendo una sua figlia, di proprietà della scuderia Gardesana, chiamata Fiaccola Effe.
La cavalla rappresentava il modello sognato dai soci della futura società, in quanto cavalla di sangue francese, dal modello imponente, di grande forza e coraggio nel costruire e vincere corse spettacolari, con inseguimenti e finali travolgenti.
I soci della (costituenda) società diventarono tifosi di Fiaccola, e tali rimasero (a maggior ragione, anche pro domo loro) anche dopo l’acquisto della sua madre Lolita, e la nascita dei primi fratellini.
Fiaccola in breve divenne la n. 1 in Italia, protagonista in tutta Europa ed autrice anche di una maiuscola prestazione nel Grand Prix D’Amerique 1991, vinto da Tenor de Baune.
Il guidatore di Fiaccola Effe fu sempre, in ogni battaglia, un guidatore toscano, Roberto Benedetti.
Torniamo ora a Lando Correvo. Allenato e guidato fin dall’inizio da Andrea Bavaresi per conto della Bellosguardo, a causa di un infortunio di questi il puledro fu brevemente affidato alla guida di Antonio Greppi; sennonché, probabilmente per i troppi impegni, Greppi ad un certo punto non poté più guidare il cavallo, il quale, a questo punto, per ignote ragioni che solo esaminando gli astri si potrebbero comprendere, fu affidato a … ebbene sì, a Roberto Benedetti, 15 anni dopo le avventure di Fiaccola Effe.
Benedetti, domenica 22 ottobre 2007, nelle scuderie dell’ippodromo di Padova, prima di vincere il premio centrale della riunione con Lando Correvo, con una maiuscola “guidata” sempre al comando e portando il cavallo al record personale, ha appreso da alcuni soci della Lolita della non troppo lontana parentela tra il nipote (Lando) e la zia (Fiaccola), e si è quasi commosso ricordando le imprese di quasi 20 anni addietro e constatando di rivivere, quasi per caso (ma nelle favole nulla è casuale), un pezzo della propria carriera professionale.
E Lando, come detto, una volta entrato in pista, non lo ha tradito, e come Fiaccola, cuore e coraggio, non si è fatto avvicinare da nessuno.
Dal 2008 Lando si è definitivamente affermato come cavallo stabilmente impiegato in prima categoria, ottenendo il fantastico record di 1.12.6.
Da sottolineare il suo secondo posto (un po' "stretto") nell'Elwood Medium a Padova, in 1.13 e frazioni.
L'estate 2008 è per lui la definitiva consacrazione ai massimi livelli, con le grandi prove del Giovanardi e Nazionale, quarto in entrambi (a Modena dopo rottura), e con il secondo posto dell'Etruria.
Ora Lando entra nelle competizioni degli "anziani"; è sempre lui, combattivo, generoso e capace di adattarsi ad ogni schema. 
 
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