| Home |
Protagonisti ieri ed oggi Stampa E-mail
Astro Rosso (da Cezio Josselyn e Pernice Rossa), 1.15.2
Ha avuto due carriere. La prima, fulminante, a due e tre anni, agli ordini di Steve Kruger. Sulla pista di Tordivalle non temeva alcun rivale, viaggiava da 1.15 e si faceva rispettare sempre e comunque.
Poi cominciarono i guai alle gambe,e lì iniziò un altro capitolo. Il cavallo fui trasferito a Padova agli ordini di Remigio Talpo, che cercò di salvare il salvabile, costruendo per Astro un percorso comunque molto dignitoso di buon routiner, in grado, quando il fisico glielo permetteva, di dare la sua zampata alla vecchia maniera.
Beppe Palombarini in gentleman ha costituito con Astro un bel binomio; infine, anche per rispetto, il cavallo è stato presto ritirato dalle corse.
Più sotto parleremo anche dei suoi fratelli pieni Bruno Amable e Zizi la Rouge


Bessie Smith (da Buvetier d’Aunou e Stella Polare), 1.14.4, Cesaria Evora (da Full Account e Stella Polare), 1.13.8, Dinah Washington (da And Arifant e Stella Polare), 1.15.9, Irene Fargo (da Buvetier d’Aunou e Stella Polare), 1.17

E’ il capitolo delle tante figlie di Stella Polare (senza dimenticare Around The World, Foxy Lady e Ella Fitzgerald, attualmente fattrici, dopo aver comunque fatto vedere delle belle cose in pista)
Bessie, Cesaria, Dinah e Irene, ovvero: velocità ed eleganza.
Dinah è purtroppo prematuramente scomparsa, ma fin dal debutto, agli ordini di Paolo Leoni, seppe sempre offrire belle prestazioni, correndo in ogni occasione con medie attorno all’1.16.
Bessie, Cesaria e Irene sono tutte cresciute nelle scuderie romane di Steve Kruger.
Bessie è vincitrice classica (Premio Emilia, S.Siro), e pluripiazzata classica. Putroppo diverse volte compromise risultati acquisiti con rotture inopinate, così come quando a Parigi buttò tutto alle ortiche al momento di giocarsi l’arrivo del Cravoisier niente meno che con Kaisy Dream. Bella, elegante ed incompiuta.
Cesaria, un mastino. Più tarchiata della sorella, e più regolare. Un fisico possente (ancor più “tosto” ora che fa la mamma), una buona partenza, ma soprattutto tanta tenacia. Sapeva seguire ogni andatura, e, se del caso, giocarsela in arrivo. Con 1.13.8 stabilito a Roma a quattro anni fu probabilmente la più veloce femmina della generazione in pista da 1000 metri.
Irene è il futuro, in corsa ed in razza. La cavallina si è presentata subito: vittoria in 1.17.6 al debutto partendo con il numero 8 (sfonda dopo mezzo giro, resiste agli attacchi, e infine si isola), così, come se nulla fosse.
Ha poi rapidamente “limato” il record a 1.17, ma ha mostrato di valere molto meno: speriamo bene.
Ovviamente non si smentisce rispetto alle sorelle: un “caratterino” tutto pepe, non fidarti troppo, Steve !
 
Bruno Amable (da Cezio Josselyn e Pernice Rossa), 1.15.8
Fratello di Astro Rosso (come Zizi), anche Bruno ebbe di record 1.15 e spiccioli.
Come il fratello, sfortunato al massimo dal punto di vista dei malanni fisici (chiedere a Battista Congiu per conferma). Le sue grandi qualità fecero sognare una delle migliori scuderie italiane, la Twister, che lo acquistò presto. Come per Astro la ottima carriera giovanile fu seguita da una maturità trascorsa più che altro a curare i malanni: ciò nonostante Bruno era una cavallo capace a fine carriera di lasciare il pubblico a bocca aperta arrivando ancora al palo con una gamba praticamente ferma dopo un giro in terza ruota sulla difficile pista di Ravenna.
 
Favola in Blu (da Starchip Interprise e Zirichiltaggia), 1.15.6
Una monumentale puledra capace di fare presto un record di 1.15 e frazioni.
Come la madre era potente e resistente, coraggiosa e volitiva.
Belle vittorie e piazzamenti con Beppe tra gli “amateurs”.
In razza anche lei per preservare e valorizzare la linea “Nahe”.
 
Gloria Gainor (da Cezia Josselyn e Row di Jesolo), 1.12.1.
Carattere burbero (che novità !), aria sbarazzina, classe pura, velocità e durevolezza.
Gloria da due anni combatte quasi settimanalmente su tutte le piste italiane, ed è sempre lì, gran premi, centrali o sotto-clou che siano.
E’, come Newthing e Bessie, una vincitrice “classica” (Premio Beatrice, Firenze, marzo 2006) e piazzata classica (seconda nel Marangoni Filly, quarta con rammarico nelle Oaks del Trotto)
Sa partire e sa arrivare. Stimatissima presso la Bellosguardo, ha un solo grande nemico, ovvero se stessa: quando tiene la testa a posto, se non trova uno schema contrario, stiamo certi che a combattere tra i primi quattro lei ci sarà. E non è certo finita: a sei anni suonati Gloria continua a correre sempre da protagonista, con schemi impegnativi e lotte appassionanti.
 
Ice Cube (da Full Account e Billie Holiday), 1.16.1
E’ uno dei migliori delle nuove generazioni. Sotto gli ordini di Lo Verde a Palermo non sbaglia un colpo; a tre anni viaggia oramai costantemente da 1.16 sia sul miglio che sui 2000 metri.
Nonostante un fisico tipico per un franco-americano, sa partire molto bene. Ha recentemente stabilito il suo record con una maiuscola prestazione, sempre all’attacco senza risparmi, e ancora bene con i primi in arrivo.
Partito in sordina si è rivelato un ottimo soggetto, regolare e generoso.

Newthing (da Premium Lobell e Lolita), 1.13.8.
Vincitore classico a più riprese. Costituì un binomio inseparabile con uno dei principi della guida in Italia, Giancarlo Baldi.
Denominato la “Ferrari con le ruote da triciclo” per significare il suo motore potente ed i suoi pesanti malanni alle gambe, a quattro e cinque anni Newthing in Italia fu difficilmente battibile, anche in prima categoria. La sua carriera durò con onore fino agli otto anni, quando i suoi noti acciacchi ebbero la meglio. Era un cavallo di forza rara. Difficilmente, anche ora, si vede vincere sulla pista di S.Siro un cavallo che ha portato attacchi all’esterno del capofila per oltre un giro: Newthing era così, andava di fuori, “nez au vent”, si affiancava al leader, e alè, alla vecchia maniera, vediamo chi molla per primo, ed era difficile che a mollare fosse lui, che anzi manteneva le energie per arrivare “fino in fondo” e salvarsi dagli attacchi di chi aveva atteso gli sviluppi.
Cavallo di classe, generoso, entusiasmante, e in molti casi commovente. A Cesena nel Riccardo Grassi vinse una corsa impossibile rimasta nel ricordo di molti: ultimo del gruppo sulla curva finale, non appena trovò lo spiraglio giusto travolse tutti in pochi metri, passando tra un cavallo e l’altro che sembravano fermi: tifosi increduli in pista alla premiazione a sentire Baldi che diceva “ditemi come ho vinto, che non mi pare ancora possibile”.
  
Vashkar (da Buvetier d’Aunou e Ruby my Dear), 1.14.6
Venduto e ricomprato più volte, arrivò alfine alla scuderia di Nosate di Marco Ferrario, un giovane e bravo allenatore, che lo seppe valorizzare molto, con risultati sempre buoni. In pochi sanno far partire “a bomba” dei “francesoni” come Vashkar
Cavallo veloce e potente allo stesso tempo, dovette superare anche lui notevoli difficoltà di impostazione e guai fisici: Ferrario riuscì nell’impresa e si tolse molte soddisfazioni, “dando la paga” a molti sull’anello milanese.
A fine carriera Vashkar divenne un cavallo “tris”, una dimensione che gli si addiceva molto.

Villotti Jimmy (da Crown’s Invitation e Open Air), 1.15.4
Altro cavallo nato per combattere. Mille battaglie sulle piste del centro sud. Mantello scuro, modello statuario, in mezzo alla pista e via, pedalare; era difficile confonderlo nel gruppo. Con la sua resistenza di ferro ed i suoi finali travolgenti, ma anche con le sue rotture improvvise, suscitò entusiasmo e rabbia tra gli scommettitori, che lo avevano preso in simpatia, sopratutto nel bolognese (per via di quel nome dedicato appunto a Jimmy Villotti, genio e sregolatezza del jazz emiliano e nazionale).

Zirichitaggia
(da Cezio Josselyn e Nahe), 1.16.6
Una vera “francese”. Dura, resistente, capace di costruire per linee esterne, lenta in partenza, e con un cambio di marcia non particolarmente inefficace, insomma, per dirla con i cugini transalpini, un “tracteur”.
Ad un certo punto iniziò ad inanellare vittorie, con Kruger, con Beppe Palombarini in gentleman, con Silvia Talpo a Padova, fino a ché, vedendone anche una possibile ottima fattrice, la Lolita la ritirò in razza. E infatti non ebbe torto, perchè subito arrivò Favola in Blu.
 
Zizi la Rouge (da Cezio Josselyn e Pernice Rossa), 1.15.4
Altra sorellina da Pernice, ed altre prestazioni viaggiando da 1.15 (misura che negli anni 90 sulla pista di Palermo facevano in pochi).
Zizi fu una realizzazione di Biagio Lo Verde, che la seguì lungo una ottima carriera da velocista sull’anello della Favorita.
Partenza, arrivo, tenacia, e ... un gran brutto caratterino (del resto, con un nome così ...)
Le sue qualità furono immediatamente individuate da uno dei migliori allevatori italiani, ossia Gianfranco Fabbri, che presto la acquistò per dedicarla alla razza, e ... visto che buon sangue non mente, ecco arrivare Irlandes, grande speranza degli attuali tre anni italiani.

 
< Prec.   Pros. >